ITALIANO
Barbara D. Miller, Antropologia culturale, a cura di Alessandra Broccolini, Milano, Pearson, 2019.
Lia Giancristofaro, Tomato Day. Il rituale della conserva di pomodoro, Milano, Franco Angeli, 2013.
Per i non frequentanti non si richiede alcuna integrazione; tuttavia la mancata frequenza richiede un maggiore impegno nel lavoro individuale.
Conoscere i principali temi e apparati concettuali che fondano la riflessione antropologica; acquisire competenze volte a favorire la comunicazione fra differenti realtà socio-culturali in un’ottica di relazione, mediazione e individuazione di valori condivisi. Analizzare pluralismi e dinamismi espressivi di livello locale/globale; osservare le attività espressive di un contesto, esponendone le funzioni politiche, relazionali e sociali; pensare in modo libero da preconcetti e luoghi comuni, a beneficio delle situazioni professionali nell’ambito dei servizi sociali; riflettere sulle attività espressive di un contesto culturale, esponendone le funzioni politiche, relazionali, ambientali e sociali. Tali obbiettivi verranno perseguiti di concerto con gli obbiettivi del corso di laurea.
nessuno.
Lezioni frontali (36 ore) corredate da seminari ed esercitazioni, cui si aggiungono circa 90 ore di studio autonomo.
Esame scritto ed orale, valutato in trentesimi, volto a verificare la capacità di esporre con chiarezza e autonomia di giudizio gli argomenti trattati durante il corso.
Il contenuto del presente corso di Antropologia Culturale tratta tematiche riconducibili alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Questi sono gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell'Agenda ONU 2030 riconducibili alle tematiche del presente corso.
Obiettivo 1. Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo
Obiettivo 2. Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare
la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile
Obiettivo 3. Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età
Obiettivo 4. Fornire un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità
di apprendimento per tutti
Obiettivo 5. Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e
le ragazze
Obiettivo 8. Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile,
un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti
Obiettivo 9. Costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed
una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile
Obiettivo 10. Ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni
Obiettivo 11. Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e
sostenibili
Obiettivo 12. Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo
Obiettivo 13. Promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento
climatico
Obiettivo 15. Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema
terrestre
Obiettivo 16. Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo
sostenibile
Obiettivo 17. Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato
mondiale per lo sviluppo sostenibile
Le modalità e il programma d’esame sono uguali per frequentanti e non frequentanti.
Gli studenti ERASMUS sono invitati a contattare il docente per il loro programma.
Il corso analizza la riflessione antropologica passando in rassegna le principali correnti di pensiero che, nella storia, hanno contribuito a ridisegnare i paradigmi teorico-metodologici attraverso cui indagare le diverse realtà umane in termini culturali. Dopo una breve introduzione all’antropologia culturale come “discorso sull’alterità”, si illustreranno le tematiche della molteplicità (la differenza e la gerarchia), per poi passare ai temi fondamentali. Innanzitutto, le specificità metodologiche, ermeneutiche e deontologiche della ricerca antropologica (la ricerca etnografica; il terreno; metodologie di ricerca in trasformazione; dibattiti in corso). Poi, i sistemi economici (sussistenza; modelli di consumo; sistemi di scambio; globalizzazione e trasformazioni dei sistemi economici); la riproduzione e lo sviluppo degli esseri umani (dinamiche riproduttive; cultura e fertilità; personalità e ciclo della vita); la malattia, il malessere e la cura (l’etnomedicina; gli approcci teorici; globalizzazione e cambiamento); la parentela e la vita familiare (costruzione culturale della parentela; gruppi familiari e vita domestica; trasformazioni dei sistemi di parentela); i gruppi e le stratificazioni sociali; i sistemi politici e giuridici (l’organizzazione politica e la leadership; l’ordine e il conflitto nelle società umane; le trasformazioni dei sistemi); la comunicazione (linguaggio, diversità e disuguaglianza); la religione (la prospettiva comparativa; religioni globali e varianti locali; le trasformazioni religiose); la cultura espressiva (arte, gioco, mito, rito, tradizione, tempo libero, cultura espressiva e cambiamento); i flussi e le migrazioni (le forme di movimento; i nuovi immigrati; politiche e progetti sulla migrazione nel mondo globalizzato); la cultura e lo sviluppo (definizioni e strategie; sviluppo, popoli indigeni e donne; problematiche interculturali urgenti); il valore antropologico ed educativo del decentramento come percorso di superamento dell’etnocentrismo; i processi di patrimonializzazione, il culto dell’heritage e l’enfatizzazione di riti e tradizioni riferiti al passato; il concetto di patrimonio culturale e il suo inquadramento politico-istituzionale; le nuove cornici normative e operative che indicano alle cosiddette “comunità di eredità” l’opportunità di realizzare, con operatori qualificati, un percorso di analisi partecipativa delle tradizioni e dei loro significati politici, al fine di una riflessione congiunta e di una comunicazione più responsabile e trasparente dell’identità culturale.
Obiettivi formativi
Conoscere i principali temi e apparati concettuali che fondano la riflessione antropologica; acquisire competenze volte a favorire la comunicazione fra differenti realtà socio-culturali in un’ottica di relazione, mediazione e individuazione di valori condivisi. Analizzare pluralismi e dinamismi espressivi di livello locale/globale; osservare le attività espressive di un contesto, esponendone le funzioni politiche, relazionali e sociali; pensare in modo libero da preconcetti e luoghi comuni, a beneficio delle situazioni professionali nell’ambito dei servizi sociali; riflettere sulle attività espressive di un contesto culturale, esponendone le funzioni politiche, relazionali, ambientali e sociali. Tali obbiettivi verranno perseguiti di concerto con gli obbiettivi del corso di laurea.
Contenuti
Il corso analizza la riflessione antropologica passando in rassegna le principali correnti di pensiero che, nella storia, hanno contribuito a ridisegnare i paradigmi teorico-metodologici attraverso cui indagare le diverse realtà umane in termini culturali. Dopo una breve introduzione all’antropologia culturale come “discorso sull’alterità”, si illustreranno le tematiche della molteplicità (la differenza e la gerarchia), per poi passare ai temi fondamentali. Innanzitutto, le specificità metodologiche, ermeneutiche e deontologiche della ricerca antropologica (la ricerca etnografica; il terreno; metodologie di ricerca in trasformazione; dibattiti in corso). Poi, i sistemi economici (sussistenza; modelli di consumo; sistemi di scambio; globalizzazione e trasformazioni dei sistemi economici); la riproduzione e lo sviluppo degli esseri umani (dinamiche riproduttive; cultura e fertilità; personalità e ciclo della vita); la malattia, il malessere e la cura (l’etnomedicina; gli approcci teorici; globalizzazione e cambiamento); la parentela e la vita familiare (costruzione culturale della parentela; gruppi familiari e vita domestica; trasformazioni dei sistemi di parentela); i gruppi e le stratificazioni sociali; i sistemi politici e giuridici (l’organizzazione politica e la leadership; l’ordine e il conflitto nelle società umane; le trasformazioni dei sistemi); la comunicazione (linguaggio, diversità e disuguaglianza); la religione (la prospettiva comparativa; religioni globali e varianti locali; le trasformazioni religiose); la cultura espressiva (arte, gioco, mito, rito, tradizione, tempo libero, cultura espressiva e cambiamento); i flussi e le migrazioni (le forme di movimento; i nuovi immigrati; politiche e progetti sulla migrazione nel mondo globalizzato); la cultura e lo sviluppo (definizioni e strategie; sviluppo, popoli indigeni e donne; problematiche interculturali urgenti); il valore antropologico ed educativo del decentramento come percorso di superamento dell’etnocentrismo; i processi di patrimonializzazione, il culto dell’heritage e l’enfatizzazione di riti e tradizioni riferiti al passato; il concetto di patrimonio culturale e il suo inquadramento politico-istituzionale; le nuove cornici normative e operative che indicano alle cosiddette “comunità di eredità” l’opportunità di realizzare, con operatori qualificati, un percorso di analisi partecipativa delle tradizioni e dei loro significati politici, al fine di una riflessione congiunta e di una comunicazione più responsabile e trasparente dell’identità culturale.
Materiale bibliografico
Barbara D. Miller, Antropologia culturale, a cura di Alessandra Broccolini, Milano, Pearson, 2019.
Lia Giancristofaro, Tomato Day. Il rituale della conserva di pomodoro, Milano, Franco Angeli, 2013.
Verifica finale
Esame scritto e orale, valutato in trentesimi, volto a verificare la capacità di esporre con chiarezza e autonomia di giudizio gli argomenti trattati durante il corso.
Per i non frequentanti non si richiede alcuna integrazione; tuttavia la mancata frequenza richiede un maggiore impegno nel lavoro individuale.
SEDE DI CHIETI
Via dei Vestini,31
Centralino 0871.3551
SEDE DI PESCARA
Viale Pindaro,42
Centralino 085.45371
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