Il presente modulo mira a fornire agli studenti gli strumenti di base per la comprensione da un punto di vista eminentemente sociologico ed in parte politologico della storia e degli sviluppi odierni del welfare State in Italia alla luce del più ampio contesto europeo ed in parte globale, coniugando l'attenzione ai princìpi generali ed alle teorie sistematiche con l'approfondimento dei singoli campi e del dibattito circa i problemi più scottanti ed i rimedi proposti, secondo l'impostazione maturata negli ambienti scientifici dell'Università degli Studi di Milano. La seconda parte del modulo si concentrerà sul tema delle detenzione, presentando le principali teorie della pena (retribuzione, deterrenza, emenda, espiazione e difesa sociale) ed approfondendo la proposta teorica neo-marxista di Melossi e Pavarini, che sulle orme dell'ormai classico studio di Rusche e Kirchheimer, 2 autori legati alla Scuola sociologica di Francoforte, hanno cercato di ricostruire le origini e lo svilupopo della prigione in Occidente alla luce del mutevole rapporto fra i 2 obiettivi principali che il potere capitalistico assegnerebbe di fatto alla separazione fisica prolungata di una massa eterogenea di emarginati, che all'inizio almeno non era affatto costituita solo od in prevalenza da persone che avevano ricevuto una condanna formale della giustizia umana, dal resto del consorzio civile, cioè quello in senso lato produttivo, che va ad impattare sulle dinamiche economiche esterne al carcere, e quello terroristico, come essi dicono, od ideologico e pedagogico, nel senso del controllo degli impulsi alla rivolta e dell'introiezione di attitudini concilianti nei riguardi dell'autorità costituita. Ovviamente, in questa panoramica non si può prescindere dal contributo dei classici del pensiero borghese in merito, fra cui Beaumont e Tocqueville, ed inoltre tali considerazioni devono essere integrate con l'apporto sul piano simbolico e dell'archeologia del sapere offerto da M.Foucault (1975). Infine, al di là della dimensione strutturale pur imprescindibile, ritengo che un'esperienza forte come quella del carcere debba essere esaminata anche sotto il profilo personale e biografico, e proprio a questa esigenza risponde il terzo testo, che è un 'intervista di 2 giornalisti e volontari cattolici a padre Vittorio Trani, che ha esercitato il suo ministero di cappellano di Regina Coeli per più di 50 anni.
Il presente modulo mira a fornire agli studenti gli strumenti di base per la comprensione da un punto di vista eminentemente sociologico ed in parte politologico della storia e degli sviluppi odierni del welfare State in Italia alla luce del più ampio contesto europeo ed in parte globale, coniugando l'attenzione ai princìpi generali ed alle teorie sistematiche con l'approfondimento dei singoli campi e del dibattito circa i problemi più scottanti ed i rimedi proposti, secondo l'impostazione maturata negli ambienti scientifici dell'Università degli Studi di Milano. La seconda parte del modulo si concentrerà sul tema delle detenzione, presentando le principali teorie della pena (retribuzione, deterrenza, emenda, espiazione e difesa sociale) ed approfondendo la proposta teorica neo-marxista di Melossi e Pavarini, che sulle orme dell'ormai classico studio di Rusche e Kirchheimer, 2 autori legati alla Scuola sociologica di Francoforte, hanno cercato di ricostruire le origini e lo svilupopo della prigione in Occidente alla luce del mutevole rapporto fra i 2 obiettivi principali che il potere capitalistico assegnerebbe di fatto alla separazione fisica prolungata di una massa eterogenea di emarginati, che all'inizio almeno non era affatto costituita solo od in prevalenza da persone che avevano ricevuto una condanna formale della giustizia umana, dal resto del consorzio civile, cioè quello in senso lato produttivo, che va ad impattare sulle dinamiche economiche esterne al carcere, e quello terroristico, come essi dicono, od ideologico e pedagogico, nel senso del controllo degli impulsi alla rivolta e dell'introiezione di attitudini concilianti nei riguardi dell'autorità costituita. Ovviamente, in questa panoramica non si può prescindere dal contributo dei classici del pensiero borghese in merito, fra cui Beaumont e Tocqueville, ed inoltre tali considerazioni devono essere integrate con l'apporto sul piano simbolico e dell'archeologia del sapere offerto da M.Foucault (1975). Infine, al di là della dimensione strutturale pur imprescindibile, ritengo che un'esperienza forte come quella del carcere debba essere esaminata anche sotto il profilo personale e biografico, e proprio a questa esigenza risponde il terzo testo, che è un 'intervista di 2 giornalisti e volontari cattolici a padre Vittorio Trani, che ha esercitato il suo ministero di cappellano di Regina Coeli per più di 50 anni.
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